Cinque prove,
cinque paesaggi
Dalla Tuscia alla Sabina, passando per i Monti Prenestini, il Terminillo e i Simbruini: in una stagione Pedalatium Off Road attraversa il Lazio dei borghi e delle montagne.
La Tuscia dei borghi sul tufo
La stagione comincia nella valle del Treja, fra Faleria, Calcata e Rignano Flaminio: tre borghi arroccati sulle rupi di tufo, separati da forre scavate dai torrenti e coperte di bosco.
È la terra degli antichi Falisci, il popolo che abitava questa parte del Lazio prima dei Romani. I sentieri corrono fra noccioleti, gole e vecchie strade di campagna, con i paesi che compaiono all'improvviso in cima alle pareti di roccia.

Faleria, la prova che apre la stagione.
Fra i Monti Prenestini e la valle del Sacco
In primavera si corre a Labico, lungo la via Casilina, fra i Monti Prenestini e la valle del Sacco. Il percorso va verso Artena, Valmontone e Palestrina: sterrati veloci, guadi e le salite dei colli che chiudono la valle.
Palestrina è l'antica Praeneste, con il grande santuario della Fortuna Primigenia costruito a terrazze sul fianco del monte. Artena è un borgo di case in pietra aggrappato alla roccia, con il centro storico chiuso alle auto.

Nei boschi intorno a Labico.
Leonessa, ai piedi del Terminillo
A luglio la Marathon sale sull'altopiano di Leonessa, a quasi mille metri, ai piedi del Terminillo, la «montagna di Roma». Da qui il percorso va verso Posta e i prati d'alta quota.
Leonessa è un borgo medievale di montagna: nel chiostro di San Francesco si ritirano i pacchi gara e si fanno le premiazioni. Intorno faggete, pascoli e strade bianche, in una delle prove più in quota del circuito.

Le strade bianche dell'altopiano di Leonessa.
Monte Livata e i Monti Simbruini
A fine luglio si corre dentro il Parco dei Monti Simbruini, il più grande parco regionale del Lazio. Partenza e arrivo a Campo dell'Osso, sopra Subiaco; i sentieri vanno verso Jenne, Cervara di Roma e Camerata Nuova, fra faggete e prati di montagna.
Più in basso, Subiaco è la città di san Benedetto: qui sorgono il monastero di Santa Scolastica e il Sacro Speco, scavato nella roccia sopra la valle dell'Aniene.

La partenza a Campo dell'Osso, Monte Livata.
La Sabina e l'abbazia di Farfa
La stagione si chiude a settembre nella Sabina, con la Marathon della Valle del Farfa: colline di olivi fra Castelnuovo di Farfa, Fara in Sabina, Toffia e Mompeo, boschi e il torrente che dà il nome alla valle.
Al centro c'è l'Abbazia di Farfa, fondata nell'alto Medioevo e diventata una delle abbazie imperiali più potenti d'Europa. Da queste colline viene l'olio Sabina DOP, fra i primi oli italiani ad avere la denominazione di origine.

Il guado del Farfa.
Il modo migliore per conoscere questi posti è pedalarci
Cinque prove, da aprile a settembre, tutte nel Lazio.